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Vivere a londra

Vivere a Londra: vi racconto la mia storia e la mia esperienza

Pubblicato il 6 Luglio 202028 Febbraio 2024 by I Viaggi di Veryna

Ci sono dei periodi nella vita che ti stravolgono l’esistenza, soprattutto quando il lavoro diventa un fardello pesante che non si riesce più a portare. Vivere a Londra è stata la mia àncora di salvezza.

Ma lasciate che vi racconti tutto dall’inizio…

Vivere a Londra: la mia storia

Era il 2009 e l’anno non era cominciato affatto bene. Anche il lavoro mi stava stretto: dopo 6 anni in un operatore turistico, che avevo fortemente cercato e voluto, mi sentivo vuota e stanca. L’orario mi occupava tutta la giornata e il rientro in tarda serata non aiutava il mio status di donnina di casa. Cominciavo a dare segni di insicurezza e vacillamento!

A marzo andai in Ecuador a trovare mio padre e quei giorni furono una pausa per la mia testa. Ma come in tutti i rientri, l’ansia e la preoccupazione tornarono più forti e decisi. Furono mesi intensi e duri!

Poi ci fu un lutto: il marito di una ex collega di lavoro, e lì ebbi una morsa al petto. La vita era troppo breve per viverla con un peso addosso, inerme e perennemente in attesa di qualcosa che non arriva mai.

La settimana dopo questo accadimento ho dato le mie dimissioni. Un altro mese di lavoro e poi via. E dopo ancora una settimana mi arriva una proposta da alcuni amici che vivevano a Londra (e ci vivono tutt’ora). Un cambio radicale: trasferirmi lì e iniziare una nuova vita in una città dove c’è posto per tutti. E dove non serve arrancare per vivere.

Ero già sposata nel 2009 e la scelta non era solo mia. Vivere a Londra non era una cosa da poter fare da sola. Ma accanto ho una persona speciale e quella proposta divenne una certezza… erano i primi di luglio: la partenza fu il 3 di agosto con un biglietto di sola andata!

Vivere a Londra: la mia esperienza

Non vi racconto cosa serve per andare a vivere a Londra perché ora, con l’uscita dall’EU, ci saranno nuove norme e condizioni.

Ma in quell’anno nessun visto richiesto. All’inizio ero una semplice turista che faceva un corso di inglese alla Callan School. E quando ho iniziato a lavorare ho fatto richiesta del National Insurance Number, un numero identificativo personale che serve per la sanità e per l’attività lavorativa. Una sorta di codice fiscale.

I miei amici avevano una casa a Greenwich, un quartiere a cavallo tra la seconda e la terza zona di Londra. Vicino alla DLR e a pochi metri da alcune fermate di autobus. Con mezz’ora ero in centro.

Il quartiere è molto tranquillo, quasi residenziale. Con tanto verde al Greenwich Park, un’università dove passa il famoso meridiano. Sembra un piccolo paesino e non un quartiere. Lo adoravo e ogni volta che torno a Londra una visita lì per me è un obbligo sentimentale.

  • Londra – Nave Cutty Sark a Greenwich
  • Londra – University of Greenwich

I primi due mesi, per scelta, li ho passati tra i banchi della Callan. Avevo lezione dalle 08.00 alle 11.00 del mattino. Volevo un orario strategico che mi lasciasse spazio anche alla visita della città. Perché la turista l’ho fatta davvero!

Questa scuola ha inventato il metodo Callan, un metodo basato su tre principi fondamentali: parla, correggi e ripeti. Ed è arrivato anche in Italia. Ogni lezione era un concentrato di domande da parte dei tutors, di correzioni del lessico e della pronuncia e di ripetizioni. Il tutto seguendo un programma a seconda del tuo personale livello di inglese e libri di testo specifici Callan.

E dopo la scuola la mia “nuova” vita partiva: ho girato Londra in lungo e in largo. Ho visto i suoi dintorni: Brighton, Canterbury, Oxford, Cambridge, Bath, Bristol. Ed ho amato ciascuno di questi posti.

  • Brighton – Royal Pavilion
  • Canterbury – Fiume Stour

Le mie motivazioni

Perché mi hanno risvegliato, mi hanno restituito una tranquillità e una serenità che non avevo da moltissimo tempo. E Londra… Londra mi ha completamente rimessa al mondo!

Non perché ero all’estero o perché semplicemente bella, ma perché l’Inghilterra è un paese dove si vive bene, è un paese che funziona, che ha lavoro, che segue sempre e comunque le sue linee guida. Certo, non sempre è tutto rose e fiori. Hanno anche loro i piccoli combattimenti col governo o situazioni da risolvere. Ma lo spirito è sempre quello di trovare la giusta soluzione per il popolo. Un popolo che è multietnico.

E questo mi è bastato…

Ho cercato lavoro dopo due mesi e l’ho trovato subito. E gli amici stessi mi avevano detto che non sarebbe stato un problema!

Un lavoro retribuito bene, in regola e con orari molto diversi da quelli a cui ero abituata. E’ stato facile adattarsi a quel ritmo, nonostante la levataccia al mattino. Si perché lavoravo dalle 06 alle 14 dal lunedì al venerdì. Dove? Da Crushh, un juice bar che vende alimenti organici e salutari.

Ma io volevo di più. Volevo arrivare ad un livello di inglese ottimale per poter riprendere il lavoro che più amo (ed ho sempre amato): quello dell’agente di viaggio!

Lì è completamente diverso… ho visto cosa si fa e come si lavora! Tutto molto più semplificato rispetto all’Italia. Soprattutto la contabilità. Mi sarebbe sicuramente piaciuto…

Conclusioni

Dico “mi sarebbe” perché dopo 5 mesi ho dovuto lasciare Londra e tutto quello che mi stava regalando. Con dispiacere dei miei amici, dei miei datori di lavoro, ma soprattutto il mio di dispiacere.

La vita mi stava di nuovo mettendo alla prova. Ma questa volta ero preparata: quei 5 mesi sono stati argento vivo per me, un bagaglio di esperienza che mai mi lascia. Vivere a Londra è stata la mia rinascita come persona, come donna.

Per questo, quando posso, scappo a Londra. Perché nonostante quel tempo sia finito quella serenità me la trasmette sempre!

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Nel mio vocabolario la parola ‘noia’ non esiste. Sono Veruska — Veryna per chi mi conosce bene — e la mia vita è un intreccio di storie: quelle che leggo, quelle che vivo sul palcoscenico di un teatro, quelle che intavolo con i giochi da tavolo, quelle che vivo in parrocchia e, soprattutto, quelle che disegno ogni giorno sulla mappa del mondo come agente di viaggio. Il tempo scorre veloce, ma io scelgo di rincorrerlo con il cuore aperto, mille passioni e un sorriso che mi accompagna, sempre, in tutto quello che faccio.

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