Dopo la prima parte dedicata alle informazioni utili per viaggiare in Canada, entriamo nel vivo del mio itinerario.
Il Canada non è un viaggio da affrontare con la fretta di spuntare attrazioni da una lista. È un Paese che chiede tempo per essere attraversato e che, soprattutto, sorprende per la varietà dei paesaggi che si incontrano lungo la strada. Per questo, quando ho costruito il mio itinerario di 15 giorni, ho scelto di concentrarmi solo sulla parte orientale del Paese. Un percorso pensato per alternare grandi città, piccoli centri e natura, lasciando spazio anche ad alcune esperienze che difficilmente si dimenticano.
Se stai pensando a un viaggio da queste parti, ecco il percorso che ho seguito e cosa vedere nel Canada dell’Est. Dopo il Québec, nella terza parte, ti porterò invece alla scoperta dell’Ontario.

Québec: il cuore del viaggio nel Canada dell’Est
Il Québec è la parte del viaggio in cui il Canada ha iniziato a mostrarmi davvero tutte le sue sfumature. Ho seguito un percorso che, partendo da Montréal, mi ha portata sempre più verso il San Lorenzo, attraversando città, piccoli centri e paesaggi che cambiavano continuamente. Non ho cercato di riempire ogni giornata di tappe: quando costruisco un itinerario preferisco scegliere luoghi che abbiano qualcosa da raccontare e lasciare il giusto spazio per viverli, senza trasformare il viaggio in una corsa contro il tempo. È proprio questo equilibrio che, secondo me, rende il percorso in Québec così interessante.
Montréal: da dove è cominciato il mio viaggio
Montréal è stata la mia porta d’ingresso in Canada e il primo impatto con una città che riesce a mescolare influenze francesi e nordamericane. Per visitarla ho concentrato l’attenzione soprattutto sul Vieux-Montréal, sul Porto Vecchio e sulle zone più rappresentative del centro, arrivando anche sia al Plateau che al Mont-Royal, da cui si può osservare la città dall’alto.
Non sono mancate le visite alla Basilica di Notre Dame, ai quartieri Latin, Chinatown, le Petit-Italie, al Mile End, Place des Arts, il mercato di Jean-Talone e all’oratorio di San Giuseppe, il santuario più grande del mondo dedicato, appunto, a San Giuseppe.
Una menzione speciale per la Biodome: situata nell’ex velodromo olimpico del 1976, racchiude al suo interno la ricostruzione fedele di 5 diversi ecosistemi delle Americhe, completi di piante e animali (come pinguini, linci e are) che si muovono liberamente.
Tra le esperienze che hanno reso particolare questa prima tappa c’è stata anche la presenza dell’Amerigo Vespucci, attraccata al molo durante il suo tour in America. Trovarla proprio a Montréal, appena arrivata dall’Italia, è stata una sorpresa che ha reso ancora più speciale l’inizio del viaggio.

Trois-Rivières: una tappa lungo il San Lorenzo
Lasciata Montréal, il viaggio è proseguito verso Trois-Rivières, seguendo il corso del San Lorenzo. Non la considererei una destinazione da riempire di attrazioni, ma una piacevole tappa intermedia che permette di conoscere un’altra realtà del Québec.
Trois-Rivières mi ha sorpresa con il suo centro storico raccolto e piacevole da esplorare a piedi. Ho passeggiato lungo la Rue des Ursulines tra le case storiche e gli edifici in pietra, che raccontano il passato della città. Poi la Cathédrale de l’Assomption, uno dei punti di riferimento della città. Mi sono spostata verso il porto, dove il fiume San Lorenzo diventa protagonista e l’atmosfera cambia completamente. Tra il lungofiume, le vecchie banchine e le installazioni del porto, ho trovato una città dal ritmo tranquillo, che invita a fermarsi e guardarsi intorno.
Il vero interesse, però, sta anche nel percorso per raggiungerla: il paesaggio comincia a cambiare e il viaggio diventa progressivamente più legato alla natura.
Cosa vedere in Canada: Québec City, la storia del Québec
Da Trois-Rivières ho proseguito verso Québec City, una città completamente diversa dalla precedente. Il suo centro storico fortificato conserva un’atmosfera europea molto riconoscibile e invita soprattutto a essere esplorato a piedi.
Québec City è stata una delle tappe che ho amato di più, soprattutto per quell’atmosfera europea che si respira passeggiando nel Vieux-Québec. Ho camminato tra le antiche fortificazioni, le stradine del Petit-Champlain e la Terrasse Dufferin, con il San Lorenzo davanti agli occhi e il maestoso e suggestivo Château Frontenac (in realtà un hotel della catena Fairmont) a fare da sfondo.
Nei dintorni ho alternato storia e natura: ho raggiunto le spettacolari Cascate di Montmorency e l’Île d’Orléans, tra piccoli villaggi, fattorie e panorami sul fiume, e mi sono spinta fino al Parc national de la Jacques-Cartier, dove vallate, foreste e montagne regalano paesaggi completamente diversi. Ho inserito anche Wendake, una tappa per conoscere più da vicino la storia e la cultura del popolo Wendat. È proprio questo contrasto tra città, cultura e natura che rendeno Québec City e i suoi dintorni, così speciali.
Da qui ho proseguito verso Tadoussac, entrando nella parte più spettacolare dell’itinerario.

Tadoussac: quando la natura prende il sopravvento
Tadoussac è stata una delle tappe più emozionanti del viaggio, non solo per l’escursione in barca alla ricerca delle balene, ma per la bellezza del paesaggio che la circonda.
Lungo il tragitto, prima di arrivare a Tadoussac, ho fatto prima una sosta a Sainte-Anne-de-Beaupré per visitare la sua imponente basilica.
A Tadoussac, il fiume San Lorenzo incontra il fiordo del Saguenay e ogni punto di osservazione regala una prospettiva diversa sull’acqua, sulle montagne e sulle coste ricoperte di boschi. Ho raggiunto le Dunes de Sable, dove la sabbia scende verso l’estuario creando uno scenario quasi surreale, e percorso del sentier de l’Estuaire, con una bella vista proprio sulle dune e sul San Lorenzo.
Nel villaggio ho visitato anche la storica Chapelle de Tadoussac e scoperto la storia di questo piccolo centro.
Tadoussac mi ha lasciato soprattutto questo: la sensazione di trovarmi davanti a una natura immensa, capace di cambiare volto ad ogni passo.

La Malbaie e la regione di Charlevoix
L’ultima tappa del mio percorso in Québec è stata La Malbaie, nella regione di Charlevoix. Dopo Montréal e Québec City, qui ho trovato un ambiente completamente diverso, dove il paesaggio acquista ancora più importanza: per il suo affaccio sul San Lorenzo e per l’atmosfera elegante che conserva ancora oggi. E attraversa una zona caratterizzata da montagne e boschi. È una parte del viaggio nella quale consiglio di non avere fretta: più che cercare una lunga serie di attrazioni, vale la pena fermarsi, guardarsi intorno e godersi il territorio.
A Pointe-au-Pic ho passeggiato lungo la riva e raggiunto la jetée (il molo storico con un percorso pedonale panoramico), mentre poco distante ho visto il Manoir Richelieu, un altro storico albergo Fairmont che domina il fiume e che ha contribuito a rendere famosa questa zona come destinazione di villeggiatura.
Con La Malbaie si conclude la parte più orientale del mio itinerario. Da qui il viaggio cambia direzione e anche atmosfera: la prossima tappa sarà in Ontario, con Toronto pronta a mostrare un volto completamente diverso del Canada.

Tirando le somme…
Il Québec mostra i mille volti di un Paese straordinario, dove le vibranti atmosfere cittadine lasciano improvvisamente spazio a una natura selvaggia e dominante. Proprio questa incredibile varietà rende unico il viaggio e ti guida alla scoperta di cosa vedere in Canada partendo da questa affascinante provincia.
Il viaggio, però, non si ferma qui. Nel prossimo articolo, terza ed ultima parte, viaggerò in Ontario, una terra pronta a sorprenderti con nuove metropoli e panorami completamente inediti. In Canada ogni tappa stravolge i piani e trasforma il percorso in una continua, emozionante sorpresa. Ti aspetto al prossimo capitolo!

